Roma, 14 mar. (Apcom) - Vengono da tutte le parti di Italia, da Venezia a Palermo, da Lucca a Crotone, e si sono alzati presto, "anzi prestissimo - osserva una ragazza - prima delle quattro", per partecipare a Roma all'Assemblea nazionale del movimento giovanile. Sono i giovani dell'Udc che stamani si sono incontrati stilando una sorta di 'manifesto' della 'nuova politica'. Lo slogan è uno: "Via i vecchi bacucchi della politica", largo ai giovani in grado non di chiedere un posto ma di conquistarlo. "Dobbiamo avere l'ambizione di diventare classe dirigente - osservo Matteo Tarolli responsabile delle politiche giovanili del partito -, serve meno servilismo anche nei confronti del proprio dominus perchè se aspettiamo il nostro turno rimanendo dietro al consigliere regionale o provinciale non faremo strada". Ma quello che conta, innanzitutto, è la preparazione e dal palco, davanti al segretario nazionale del partito Lorenzo Cesa, i giovani lanciano l'idea di "una scuola politica da tenersi per tre giorni durante l'estate proprio nella Sardegna di Berlusconi". "Ci sono vecchi e vecchi: i vecchi bacucchi - spiegano alcuni esponenti del movimento giovanile - e quelli che hanno ancora qualcosa da dire". I temi su cui intervenire sono tanti, dalla difesa della vita "perchè in questa politica c'è bisogno di giovani con valori cristiani" alla lotta "a un federalismo che crea Regioni di serie A e di serie B. Dobbiamo fare dell'Appennino un muro perchè a noi il federalismo della Lega non piace proprio".










