CESA, Udc non chiudera' battenti e non si fara' logorare

''L'Udc non chiudera' i battenti ne' restera' certamente fermo, ne' si fara' logorare. Abbiamo tenuto e abbiamo tenuta alta la nostra bandiera per dare ai nostri figli la prospettiva di un partito in cui credere'': Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, lo afferma in un passaggio del suo intervento al Consiglio nazionale del suo partito, il primo dopo il risultato delle elezioni politiche.
Cesa sottolinea che il voto delle politiche nel quale il suo partito ha ottenuto oltre due milioni di consensi, e' stata la prova concreta che ''l'effetto schiacciamento operato nella campagna elettorale dai due grandi partiti, Pd e Pdl, non e' riuscito''.
''Ma se ce l'abbiamo fatta, se siamo riusciti a sopravvivere allo Tsunami, oggi che questo e' passato non dobbiamo cullarci sugli allori''. Il segretario dell'Udc ritiene necessario per i centristi ''che si apra una nuova stazione nella quale credere ed impegnarci.
Rafforzare quello che siamo (perche' l'Udc non si scioglie) e costruire qualcosa di nuovo: apriamo dunque - dice - una fase costituente per cercare di aggregare nei tempi e nei modi opportuni un Centro autonomo, moderato e riformista nell'interesse dell'Italia''.
Cesa quindi da' il via ''alla Costituente popolare che muove cosi' il primo passo. E' un processo delicato - sottolinea - probabilmente non breve per il quale vi chiedo il mandato di assumere le adeguate decisioni operative''. Il segretario dei centristi non si nasconde che ''il processo non sara' facile, ne' scontato, ma dipende solo da noi e dalla nostra volonta' ''.
''La Costituente - spiega Cesa - deve essere un processo politico reale, che intercetta bisogni e aspettative di fasce sempre piu' vaste di elettorato, e non un modo per integrare soddisfare o sostituire a tavolino pezzi di classe dirigente''. ''Non un cartello elettorale centrista, quindi, in alternativa di altri due cartelli elettorali, ma una diversa scommessa: disegnare un futuro diverso, indicare una via d'uscita alle difficolta' degli italiani''.
''Sta qui la nostra sfida - spiega - la sfida della Costituente popolare: lanciare un ponte verso un'altra Italia responsabile e matura che sappia andare oltre le apparenze e gli interessi particolari''.
Il segretario dell'Udc ritiene necessario quindi sviluppare il capitolo delle alleanze, ''al momento opportuno, senza pregiudiziali, convergendo con chi concretamente sara' in sintonia con noi''.
Il segretario dell'Udc non risparmia critiche al governo che ''sta mettendo in atto una strategia economica fatta di inganni e di bugie che non ci piace e che denunceremo. Tremonti - spiega - si presenta come Robin Hood, ma sotto il mantello speriamo non si nasconda purtroppo il lupetto cattivo''.
E dice 'no' al governo del presidente ''un presidenzialismo senza contrappesi e senza regole. Ora sappiamo che a contare e' un solo uomo, sappiamo che la responsabilita' delle scelte non puo' essere attribuita a nessun altro che al presidente del Consiglio. Sara' suo il merito delle cose, ma sara' sua la colpa delle cose cattive''.
Il segretario dell'Udc ribadisce quindi la linea dell'opposizione ''repubblicana'' praticata dal suo partito: ''siamo a pronti a sostenere i provvedimenti sulla sicurezza, a patto che vengano depurati della proposta di introduzione del reato di immigrazione clandestina. Con la stessa onesta' siamo invece contratti al decreto su Alitalia che cerca di introdurre contro ogni regola di mercato aiuti surrettizi ad un'impresa decotta''.
''Ma - aggiunge Cesa - compito dell'opposizione parlamentare e' anche quello di proporre: le nostre iniziative saranno un incontro sul federalismo fiscale e con gli Stati maggiori per la politica sulla famiglia''.
''L'Udc - ribadisce - ha un patrimonio di valori e di classe dirigente diffusa sul territorio, dove e' necessario serrare le fila che bisogna tutelare e che non va ne' disperso ne' demotivato''.
''Il nostro partito - conclude - non chiude e non si ferma ma va avanti''.

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